spazi

Il nido in famiglia. Progetto educativo

Il nido famiglia è una forma di accoglienza della prima infanzia, riconosciuta dalla regione Lombardia fin dal 2005.
Il nido famiglia è un servizio alternativo sia alla tata che al nido tradizionale, comunale o privato che sia.
Si pone a metà tra la struttura educativa e l'affetto che solo la famiglia sa dare.
Ci sono varie interpretazioni del nido in famiglia, siamo qui per spiegarvi la nostra.
Il nido in famiglia accoglie, da normativa, massimo 5 bambini, all'interno di una casa privata dove spesso ci abitano già una mamma, un papà e i relativi figli. Nel nostro caso la casa è quella di via teano 14 dove abitano Simone (papà) Laura (mamma) Emma (figlia 6 anni).
Simone la mattina esce con Emma, l'accompagna a scuola e va al lavoro. Simone insegna ingegneria biomedica presso il politecnico di Milano. Solitamente rientra verso le 19:00. E mamma Laura cosa fa? alle 7:30 inizia ad accogliere i primi, ancora assonnati, talvolta in pigiama, ospiti.
Verso le 9:00 arriva Sonia l'Educatrice, con la E maiscola. Sonia è energica frizzante e molto molto innamorata della sua professione.
Si comncia la giornata come una famiglia allargata, cercando di dare ad ognuno il massimo dell'affetto e degli stimoli di cui hanno bisogno i bambini sotto i 3 anni.

L'obiettivo che accomuna me, come mamma e Sonia, come educatrice è quello di rispondere nel migliore dei modi a quelli che sono i bisogni dei bambini.

Nel dettaglio:

• il BISOGNO DI CURA inteso come necessità di accudimento fisico, cioè di cure di igiene personali, di alimentazione, di riposo. Tra i 6 e i 12 mesi questo bisogno è fortemente legato al bisogno di contenimento fisico, come bisogno di confini precisi e stretti pensando a un bambino che ha vissuto nove mesi nell’utero materno.

• il BISOGNO DI AFFETTIVITA’ inteso come bisogno di essere riconosciuti, di essere ascoltati, di riferimenti precisi, di relazioni con adulti che trasmettano sicurezza. Tra I 18 e i 36 mesi i bambini, in possesso di molti più strumenti linguistici, comunicano con un adulto per essere ascoltati, hanno bisogno dell’intermediazione dell’adulto per esprimere idee e concetti, iniziano a esprimere l’intenzione più chiara di mettersi in relazione con i pari.

• il BISOGNO DI RITMI E REGOLE inteso come rispetto di ritmi individuali, come necessità di riti e rituali che si ripetono stabilmente dando ai bambini un senso di sicurezza, come bisogno di ordine spaziale e temporale e di limiti, cioè di “no” chiari e coerenti. Dai 12 mesi alla regola data si associa il tentativo di trasgredirla, al limite il desiderio di superarlo.

• il BISOGNO DI AUTONOMIA inteso come bisogno di fare da solo e di avere tempo per fare un’ azione, di rispetto delle proprie iniziative, di non essere anticipato nelle azioni. Dai 18 mesi diventa anche forte il bisogno di imitare per raggiungere determinate abilità.

• il BISOGNO DI CRESCITA E GIOCO inteso come bisogno di conoscere, esplorare,sperimentare, giocare per scoprire e incuriosirsi. Tra i 6 e i 12 mesi è un conoscere soprattutto con lo sguardo e con la bocca. Dai 12 mesi è più presente il bisogno di muoversi, di fare con le mani e con il corpo. Dai 18 mesi diventa un fare per essere competente, per mettersi alla prova, diventa uno scoprire il proprio corpo in relazione a quello degli altri, diventa piacere di misurarsi con l’altro.

• il BISOGNO DI NATURA inteso come costante rapporto con il mondo della natura attraverso:
- il contatto diretto: favorire esperienze sensoriali grazie alla possibilità di esplorare la dimensione, lo spazio, la luce, l’ombra, il colore, il suono, la
forma e gli odori;
- lo scorrere del tempo: il bambino non ha il senso del tempo ben definito, necessita quindi di riti per essere aiutato a riconoscere il trascorrere del tempo; si pensi al giorno e alla notte, alle stagioni ma anche al seminare un seme, prendersene cura e vederlo crescere;
- il grande spazio all’aperto: ambiente pensato come “area di apprendimento”; lo stare all’aperto non è un modo per far sfogare un bambino “irrequieto e incontenibile” ma diventa occasione di innumerevoli opportunità, non solo per il gioco e per le relazioni sociali, ma anche per un apprendimento diretto;

• il BISOGNO DI MUSICALITA’: cantare e suonare musica dà più forza alla giornata dei bambini; i bambini sono “naturalmente” musicali, hanno un orecchio sensibile e hanno una relazione molto intima con i suoni ai quali reagiscono con tutto il corpo. La musica e il canto rappresentano quindi un importante mezzo educativo che le educatrici del nido adottano durante tutta la giornata dei bambini creando quindi un “ambiente sonoro” a loro misura.

bimba allo specchio

Il Gioco


Il gioco è sicuramente una delle attività preferite dal bambino, lo rende protagonista di ciò che fa,
si gira, si rotola, si alza, cade, si rialza….è continuamente stimolato dall’ambiente che lo circonda, che lo incuriosisce sempre di più e lo fa diventare un piccolo esploratore, facendo a piccoli passi grandi conquiste!
Occorre un contesto ricco di stimoli, dato da giochi diversi adeguati alle diverse età, e un osservazione attenta a parte degli adulti, in modo da offrire le giuste proposte.

I Giochi di movimento

I bambini sembrano non stancarsi mai….sempre in movimento, una fonte inesauribile di energia.
Attraverso il  movimento i bambini cominciano a fare proprie le prime azioni che si trasformano e si associano  in parole quali: correre, tenersi per mano, saltare, cadare, salire, rotolarsi….
Il movimento li rende felici….il loro corpo è fonte di piacere e apprendimento, si misurano con le difficoltà, si scontrano con la realtà (se corro, posso cadere) ma sempre con un sorriso!

 

bimba
caseta

Il gioco simbolico

Il gioco simbolico è fortemente associato dall’imitare la vita familiare, il bambino tende a emulare, azioni, gesti, riti, che vive giornalmente nel suo ambiente familiare.
In molti modi il bambino “restituisce” attraverso il gioco simbolico ciò che imparano: l’accudimento, la preparazione del cibo, il rimprovero o quello dei complimenti.
Il gioco della casetta, dove fanno “finta di…” mangiare, fare la nanna, ecc ecc.
L’utilizzo di stoffe o foulard da indossare con facilità, cappellini, scarpe, borse, per “far finta di….” essere il papà, la mamma, la sposa, o un mostro. Si perché anche la parte che più a loro fa paura, come anche il buio, viene rappresentata….e piano piano tanti timori vengono anche superati!
Anche lo spazio morbido ha forti valenze simboliche. Può essere via via, casa, isola, nascondiglio, letto, barca, automobile, ecc ecc.
Le tane sono un altro spazio prezioso, come pure gli scatoloni di cartone, che si trasformano all’occorrenza in auto, trenini, barche…

 

Toccare e sperimentare

C’ è una particolarità profonda che distingue un bambino dall’adulto, ed è la sua continua e crescente voglia di curiosità, di mettersi in gioco, di sperimentare e sperimentarsi. Attraverso il toccare, il bambino scopre il piacere del tatto, con il mettere in bocca quello del gusto, l’olfatto con il suo nasino, con il suono quello dell’udito, con l’osservare ciò che lo circonda sviluppa la vista.
I 5 sensi, in continua esplorazione….com’è fatto questo gioco, lo tocco, magari lo assaggio, è duro, è molle, la farina, che colore è, come la posso usare, i colori, la carta il suo rumore. La luce che cosa meravigliosa, fa le ombre, fa la notte se spenta….l’acqua, fredda, calda, schizza, bagna, che gioco divertente…..

L’uso di molteplici oggetti, sviluppa e stimola in continuazione il bambino, favorisce la sua immaginazione, lo rapporta anche con la realtà, e lo tiene costantemente attivo

 

playdoh

reading

Lettura e racconto

Per un bambino un libro rappresenta un piccolo contenitore di significati che si può tenere appresso, è tascabile, lo si può portare in un angolino privato, dentro una tana.
Lo si può guardare accoccolati stretti… stretti con un adulto. Il libro quindi in quanto elemento dalla grande valenza affettiva, sarà spunto di elaborazione delle emozioni, dei sentimenti e dei vissuti della quotidianità di ogni bambino.
Ma sarà anche un’ importante occasione per lo sviluppo cognitivo, perché attraverso la presentazione di libri per immagini o di libri tattili, la narrazione di piccole storie con illustrazioni significative o di racconti, stimola la curiosità, aumenta la concentrazione, favorisce l’ascolto, amplia interessi e conoscenze, sviluppa la competenza linguistica.
Creare un  angolo morbido, rilassante e tranquillo, osservando la risposta dei bambini e favorendo, attraverso la condivisione di questa esperienza, anche quelle relazioni amicali così importanti per il loro armonico sviluppo.